L’accordo con le autorità Usa, di cui si parla a livello di indiscrezioni, prevede il riacquisto di una parte delle 80.000 vetture dotate del V6 3.0 TDI.

Dieselgate Volkswagen: accordo anche per i motori 3.0VERSO LA CONCLUSIONE – Dopo mesi di discussioni e proposte abortite, ieri il gruppo Volkswagen e le autorità americane per la difesa dell’ambiente avrebbero raggiunto un’intesa sugli interventi da compiere per risolvere il problema delle circa 80 mila vetture Volkswagen, Audi e Porsche dotate del motore V6 TDI di tre litri equipaggiato con il software illegale al centro dello scaldalo Dieselgate. Come noto si tratta di un programma che varia il funzionamento del propulsore a seconda se il veicolo sta facendo il test di omologazione o viaggia per strada normalmente.

BUY BACK E RICHIAMI – La notizia non è ufficiale ma è stata diffusa da varie autorevoli fonti di informazioni che hanno riferito di averla raccolta da fonti interne al gruppo Volkswagen. Né l’EPA, l’ente per la protezione dell’ambiente, né la Volkswagen hanno voluto commentare l’indiscrezione. Da parte della casa automobilistica c’è stata solo l’affermazione che della cosa si parlerà il 30 novembre con il giudice competente di San Francisco che si sta occupando del caso. L’accordo prevede che la casa automobilistica riacquisti circa 20 mila vetture (quelle più vecchie) e proceda a un richiamo specifico per le altre 60 mila. I rappresentanti della Volkswagen sono ora impegnati nelle trattative con i legali dei clienti proprietari delle vetture per fissare modalità e importi da pagare. Tale trattativa dovrebbe essere conclusa prima del 30 novembre, termine ultimo che era stato fissato dal giudice di San Francisco.