Cosa studiano le Case per arrivare alla vettura sempre più connessa.

Le auto del futuro sono quelle che si guidano da sole? Sì, ma occorre fare qualche precisazione. La più importante: le driverless car, e quindi i veicoli che si muovono completamente senza conducente, sono ancora qualcosa di lontano nel tempo. I sensori, le videocamere, i cruscotti completamente digitali, la connettività mobile e i software che farciscono gli abitacoli sono invece già oggi le facce dell’autonomous driving. Sono gli strumenti di assistenza alla guida che rendono l’auto più vivibile e sicura, portando più intelligenza a bordo.

1 – Trasformazione totale entro la nuova decade

L’automobile cambierà nei prossimi 10 anni, molto più di quanto non abbia fatto nei precedenti 30. L’affermazione appare banale e ripetitiva ma se a pronunciarla è Rupert Stadler, numero uno di Audi, ecco che il suo significato è diverso. Perché prende i connotati di imprinting innovativo dell’automobile che sarà, in fatto di forme e dimensioni, di capacità di guida autonoma, di elettrificazione, connettività e digitalizzazione. L’automobile è destinata a cambiare i suoi connotati e a diventare sempre più un servizio, e non solo un bene di proprietà.

2 – La Google Car, come un uomo, riconosce i gesti

La Google Car ha imparato da poco a suonare il clacson, per evitare collisioni pericolose con i ciclisti. Ma gli ingegneri sono andati subito oltre, dotando la vettura a guida automatizzata di Mountain View di un sistema in grado non solo di riconoscere chi va in bicicletta, ma anche di interpretare i loro gesti, ragionando come un essere umano. Il software che verrà implementato nella vettura progetta da Google è stato sviluppato, in altre parole, per capire i segnali tipici di chi si muove sulle due ruote e interpretarli di conseguenza. Come? In quale maniera? Lasciando per esempio libera l’intera carreggiata al ciclista quando ne rileva la distanza ravvicinata con il veicolo.

3 – Reti e sensori per la nuova intelligenza BMW

La data prevista, almeno a livello di piani strategici, c’è: 2021. Secondo il Gruppo Bmw, tra cinque anni le prime automobili a guida autonoma romberanno sulle strade e saranno ovviamente infarcite di tecnologia, molto più rispetto a quelle attuali. Nel caso specifico quelle a firma di Intel e Mobileye, aziende con le quali Bmw darà vita al prototipo iNext. In questa rivoluzionaria concept troveranno posto processori di ultima generazione, servizi cloud, sistemi di connessione che sfrutteranno le reti mobili ultraveloci 5G, sensori e software cognitivi, e una tecnologia per la modellazione in 3D delle situazioni in tempo reale.

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4- Connected car: il sistema operativo cinese

Si chiama OS’Car ed è la nuova piattaforma che il gigante cinese dell’e-commerce Alibaba ha realizzato insieme a Saic Motor, il costruttore di automobili più grande della Cina, per il lancio sul mercato del Suv Roewe RX5. Il software è basato sul sistema operativo mobile YunOS, il terzo più diffuso al mondo dopo Google Android ed Apple iOs, ed è ottimizzato per l’industria automobilistica. I suoi punti di forza? Offre una localizzazione precisa e “millimetrica” anche senza connessione WiFi e Gps, aumenta in automatico lo zoom del navigatore basandosi sulla velocità dell’auto, gestisce le immagini ripresedalle quattro videocamere montate nell’abitacolo per condividerle sui social, abilita lo streaming dei dati residenti in una piattaforma cloud.

5 – Dal cruscotto si comanderà la smart home

La concept car Gea, presentata nel 2015 al Salone di Ginevra, è un progetto comune ha visto coinvolti il Gruppo Volkswagen e Italdesign Giugiaro. Ai display olografici, allo smartwatch connesso e agli altri accessori forniti nell’occasione da Lg Electronics, si aggiungerà in futuro una piattaforma per l’automobile connessa di nuova generazione. Grazie alla tecnologia cloud, i conducenti avranno accesso “always on” ai servizi della smart home per poter gestire e monitorare direttamente dal volante i dispositivi intelligenti presenti in casa, dai sistemi d’allarme, all’aria condizionata, agli elettrodomestici.

6 – L’hi-tech rende più social i mini Suv

Audi Q2 (qui la nostra prova su strada) ha segnato l’ingresso della Casa dei Quattro anelli nel settore dei Suv compatti e rappresenta un passo in avanti deciso, per la categoria, a livello di intrattenimento a bordo. Si parte dalla compatibilità con i sistemi Apple Car-Play e Android Auto per sincronizzare il computer di bordo con gli smartphone, per arrivare a inediti comandi vocali per la ricerca, passando per l’impianto audio marchiato Bang & Olufsen con 14 altoparlanti per diffondere la musica in formato Digital audio broadcasting. La chicca tecnologica della Q2 è la Sim dati compresa nella dotazione Audi Connect che consente di navigare con Google Earth e Google Street View e di accedere alla propria casella email e al social network Twitter.

7 – Piattaforme di infotainment per tutti

Entro fine anno non sarà più necessario possedere una vettura con supporto per Android Auto per utilizzare la piattaforma di Google: la società californiana renderà infatti indipendente l’app mobile per estenderne l’utilizzo a chiunque disponga a bordo di un sistema di infotainment di nuova generazione. I pulsanti sul volante potranno di conseguenza comandare alcune funzioni dello smartphone, mentre lo schermo di bordo replicherà ciò che si vede sul telefono. Sulle auto dotate di Android Auto ci sarà la possibilità di connettere lo smartphone alla vettura tramite Wi-Fi e si potrà attivarlo anche senza toccarlo.

8 – Tutto sotto controllo

Con l’orologio al polso. Nell’evoluzione dell’automobile connessa ci sono anche gli smartwatch, e ne avremo maggiore consapevolezza in futuro. Si useranno come chiavi digitali e per altre forme di interazione fra conducente e automobile. Molte case automobilistiche vi stanno lavorando (da Hyundai a Bmw passando per Seat e varie altre) e fra le novità in materia c’è l’app sviluppata da Jaguar Land Rover, compatibile con gli smartwatch Android Wear, attraverso cui controllare da remoto il climatizzatore, il livello del carburante o la stessa accensione del motore, localizzare la vettura in un parcheggio oppure bloccare o sbloccare a distanza le portiere.

9 – La F-Pace si indossa come un braccialetto

Il crossover Jaguar F-Pace può operare con i dispositivi indossabili di Apple (il Watch) e quelli che usano il software Android Wear di Google ed è, soprattutto, la prima vettura del gruppo inglese a dotarsi dell’Activity Key. Si tratta di un cinturino, robusto e impermeabile, pensato per chi svolge regolarmente attività all’aperto e che di fatto prende il posto delle chiavi dell’auto permettendo di lasciare quest’ultima al sicuro dentro il veicolo. Basta appoggiare il polso sulla lettera “J” di Jaguar sul portellone posteriore e il sistema blocca contemporaneamente le serrature e disattiva le chiavi tradizionali (lasciate al sicuro dentro la vettura) in modo da renderle inutilizzabili anche in caso di furto.

10 – Il linguaggio naturale apre nuovi orizzonti

Offrire un accesso più semplice, intuitivo e sicuro alle applicazioni digitali e ai servizi telematici dentro l’abitacolo (dalla navigazione ai social network) riducendo al minimo le distrazioni: è il compito delle tecnologie di riconoscimento della voce integrate nei cruscotti. Dragon di Nuance, è il più conosciuto e l’ultima evoluzione della sua piattaforma (scelta da Bmw per la nuova Serie 7, che è un’ammiraglia molto simile a un laboratorio futuristico) costituisce lo stato dell’arte in questo campo grazie a strumenti di comprensione del linguaggio naturale, barge-in e text-to-speech che sfruttano le capacità delle reti neurali per garantire risposte più rapide e accurate.